December 17, 2017

san_carloPiemonte Stato nasce con il fine di assicurare un futuro prospero al Piemonte e ai Piemontesi, dopo la sciagurata e fallimentare parentesi italiana dell’ultimo secolo  e mezzo.

L’obiettivo di Piemonte Stato è il raggiungimento dell’ indipendenza del Piemonte con metodi democratici e pacifici.

Solo la completa sovranità politica potrà infatti assicurare un futuro alla nostra terra e alla nostra gente. Ciò nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani.

Questo è un nostro preciso diritto e rappresenta la condizione indispensabile per assicurare un futuro al nostro popolo.

Il principio di autodeterminazione dei popoli sancisce il diritto di un popolo ad ottenere l’indipendenza e a scegliere autonomamente il proprio regime politico. Esso costituisce una norma di diritto internazionale generale, cioè una norma che produce effetti giuridici (diritti ed obblighi) per tutta la Comunità degli Stati. Inoltre questo principio rappresenta anche un diritto inderogabile (cioè è un principio supremo ed irrinunciabile del diritto internazionale, per cui non può essere derogato mediante convenzione internazionale).

Il diritto all’autodeterminazione è garantito dalla normativa internazionale, recepita dallo stesso Stato italiano con la legge n.881/1977 (Articolo 1: “tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale”). Come tutto il diritto internazionale, il diritto di autodeterminazione è ratificato da leggi interne, inoltre esso vale come legge dello Stato che prevale sul diritto interno (Cass. pen. 21-3 1975).

La Carta delle Nazioni Unite, infatti, al Capitolo I (dedicato ai fini e principi dell’Organizzazione), all’articolo 1, paragrafo 2, individua come fine delle Nazioni Unite:
“Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto e sul principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’auto-determinazione dei popoli…”

Un’altra delle principali convenzioni internazionali che sanciscono il diritto di autodeterminazione dei popoli è il Patto internazionale sui diritti civili e politici, stipulato nell’ambito dell’ONU nel 1966. L’Italia ha recepito questa convenzione con la legge n. 881 del 1977.
Altro passo fondamentale è stata la “Dichiarazione relativa alle relazioni amichevoli ed alla cooperazione fra stati” del 1970, in cui si sancì il divieto di ricorrere a qualsiasi misura coercitiva suscettibile di privare i popoli del loro diritto all’autodeterminazione.

Ancora più chiaramente si espressa la “Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa” (CSCE) nell’Atto Finale di Helsinki del 1975, in cui si afferma il diritto per tutti i popoli di stabilire in piena libertà, quando e come lo desiderano, il loro regime politico senza ingerenza esterna e di perseguire come desiderano il loro sviluppo economico, sociale e culturale.
Il contenuto del principio di autodeterminazione dei popoli consiste in obblighi per gli Stati della comunità internazionale di non impedire o anche intralciare l’autodeterminazione dei popoli, intesa come libertà degli stessi di autodeterminare il proprio assetto costituzionale.

Autodeterminazione è sinonimo di democrazia poiché significa il potere dei popoli, di ciascun popolo, di liberamente scegliere sia la forma politico-istituzionale con cui collocarsi nel sistema delle relazioni internazionali (stato indipendente, stato federale o confederale, fusione con altro stato) sia il regime politico ed economico all’interno del proprio stato. Si parla nel primo caso di autodeterminazione esterna, nel secondo di autodeterminazione interna. In via di principio, pertanto, negare o ignorare l’autodeterminazione dei popoli equivale a negare o ignorare la deontologia democratica. Se un popolo non è libero di autodeterminarsi non è un popolo sovrano.

Oggi, l’autodeterminazione dei popoli, oltre che essere enunciata tra i fini delle Nazioni Unite (art. 1 dello statuto), è formalmente riconosciuta come diritto umano fondamentale dalla più importanti convenzioni giuridiche internazionali sui diritti umani. L’identico articolo 1 dei due Patti internazionali del l966, rispettivamente, sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali, così recita:

“1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale. 2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale. In nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza. 3. Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell’amministrazione di territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello statuto delle Nazioni Unite”.

Piemonte Stato è per un Piemonte giusto, forte, indipendente e sovrano. Come la Svizzera.