December 17, 2017

Domanda: perché essere indipendentista?

Il primo motivo per essere indipendentista è l’amore per il proprio Paese. Vedendo pertanto quale è lo stato attuale del Piemonte viene spontaneo chiedersi il perché non lo siano già tutti i Piemontesi.
Di seguito una breve lista (ma potrebbe continuare per intere pagine) di “perché” ogni Piemontese dovrebbe considerarsi un patriota e un indipendentista:

► perché avere delle istituzioni proprie e/o uno Stato sovrano è la conditio sine qua non per l’esistenza stabile e duratura di un popolo
► perché gestire il proprio destino, le proprie vite e il proprio Paese è un diritto inalienabile, mentre oggi il Piemonte è costretto in un contesto estraneo e nemico come quello italiano, col risultato che è una realtà misconosciuta, disprezzata, marginalizzata e colonizzata, quando – indipendente – potrebbe essere un Paese come l’Austria o la Danimarca.
►perché avere uno Stato significa partecipare alla vita del resto del mondo con una voce sola e venire individuati e apprezzati per quel che si è e che si è sempre stati: Piemontesi, e basta.
►perché è l’unico modo per aver voce nelle istituzioni internazionali, mentre restando in italia il nostro peso è meno che zero.
►perché nel mondo odierno i paesi che funzionano meglio e che presentano una migliore qualità della vita sono quelli di piccole dimensioni, nei quali è possibile l’attuazione della democrazia diretta (si pensi alla Svizzera), con conseguente gestione più equa, responsabile, efficiente e trasparente delle risorse pubbliche.
►perché il senso civico trova un terreno fertile per espandersi e radicarsi: si pensi, a questo proposito, al declino verticale che ha subito il Piemonte negli ultimi 150 anni, a seguito dell’ “unità” d’italia.
►perché è ora che i Piemontesi ritornino ad essere consapevoli della propria specificità e del proprio valore e riprendano in mano il proprio destino, senza che uno stato straniero e ostile come quello italiano ne condizioni il cammino e ne neghi e impedisca la stessa esistenza.
►perché se il Piemonte fosse libero e indipendente potrebbe sfruttare appieno il proprio potenziale e le proprie risorse, mentre oggi è zavorrato e impedito dal peso insostenibile del marcio e fallito stato italiano.
►perché l’italia è irriformabile (oltre 150 anni di esistenza dello stato italiano sono lì a dimostrarlo) e per il Piemonte non c’è alcuno spazio: la scelta è tra sparire o essere completamente assimilati (e sprofondare con l’italia).
►perché è l’unico modo per riuscire a eliminare quel miscuglio di corruzione, mafia, mancanza di senso civico, prepotenze e sciatteria che costituisce il “sistema italia”, facendo nuove tutte le cose: una nuova costituzione, una nuova classe politica e amministrativa, un senso civico diffuso e un forte, naturale e diffuso amore per il Paese – unica vera garanzia di libertà e di buon funzionamento delle istituzioni pubbliche.
►perché è l’unico modo per farla finita una volta per sempre con un triste passato; ogni tentativo di “riforma” o di “rifare l’italia” (se ne contano a centinaia…) non sono altro che menzogne e fumo negli occhi per poter continuare indisturbati a gestire l’attuale sistema.
►perché altre forme più sfumate di autodeterminazione (come l’autonomia amministrativa) sono irrealizzabili e il percorso che le prevede è del tutto teorico e impraticabile, dovendo chiedere il permesso al parlamento italiano e ottenerne il beneplacito; l’indipendenza, invece, è prevista dal Diritto internazionale con procedure ben precise e sono molti i recenti casi di Paesi in Europa divenuti indipendenti (Paesi baltici e Slovenia 1991, Slovacchia e Repubblica Ceca 1993), mentre altri si apprestano a seguirne l’esempio.
►perché nel caso del referendum per l’indipendenza sarebbero soltanto i Piemontesi a decidere.
►perché il Piemonte è un Paese naturalmente molto ricco e civile al centro dell’Europa, ma ingabbiato in contesto estraneo e appesantito dal moloch statale italiano ipertrofico, levantino, corrotto e inefficiente come nessun altro al mondo, che ne limita in ogni modo le possibilità e ne drena le ricchezze e le potenzialità. Soltanto staccandosi dallo Stato italiano sarà possibile ritornare a d essere un paese civile, felice, ricco e sicuro di sé.

Tutti dovremmo essere indipendentisti!

Nota: a chi ci obietta, maliziosamente, “siete voi ad aver fatto l’Italia” rispondiamo: “anche se non è vero, avremmo sbagliato: permetteteci di rimediare e di ritornare nei nostri confini”.