December 17, 2017

Il Piemonte diventerà indipendente quando le comunità che si riconoscono in essa voteranno a favore di ciò in un referendum democratico: un governo guidato da una classe dirigente indipendentista nel parlamento Piemonte organizzerà un referendum sull’indipendenza nel suo primo mandato istituzionale. Se la maggioranza dei votanti nel referendum voterà a favore dell’indipendenza, i rappresentanti del governo del Piemonte cominceranno i negoziati con lo Stato italiano per accordarci sui termini dell’indipendenza.
Mentre i negoziati saranno in corso, sarà presentata una bozza di Costituzione per il Piemonte indipendente. La Costituzione piemontese garantirà i diritti dei cittadini piemontesi e determinerà le modalità di governo del Piemonte.

1. Come otterremo l’indipendenza?
Il percorso è semplice. Prima di tutto, alle elezioni dell’attuale Regione Piemonte il popolo piemontese dovrà votare la coalizione politica a favore dell’indipendenza. Poi, la giunta Regionale del Piemonte, retta da tale coalizione, organizzerà il referendum di autodeterminazione del popolo piemontese (con osservatori internazionali) chiedendo se è a favore dell’indipendenza. Una volta vinto il referendum il governo piemontese chiederà il riconoscimento internazionale e condurrà i negoziati per l’indipendenza con lo Stato italiano, dando vita a un accordo sull’indipendenza.

2. Chi decide se avverrà l’indipendenza?
I piemontesi, e soltanto loro.
L’indipendenza avverrà solo quando il popolo piemontese voterà a suo favore. È necessario un mandato democratico per ottenere l’indipendenza.
Tale mandato sarà originato da un referendum con un’unica semplice domanda che permetterà al popolo piemontese di dire un chiaro “sì”, oppure un “no” all’indipendenza della Piemonte.

3. Chi organizza il referendum per l’autodeterminazione?
La Giunta Regionale del Piemonte, su approvazione del Consiglio Regionale del Piemonte.
Dopo l’elezione del Consiglio Regionale un governo retto da una coalizione indipendentista introdurrà le misure necessarie a indire un referendum consultivo sul tema dell’indipendenza.

4. Il Consiglio Regionale Piemonte avrà l’autorizzazione a tenere un referendum?
Il principio di autodeterminazione dei popoli è una norma di diritto internazionale generale ed inderogabile che produce effetti giuridici (diritti ed obblighi) per tutta la Comunità degli Stati. Esso è entrato in vigore da noi con Legge statale n. 881 del 25 ottobre 1977 (ratifica ed esecuzione del patto di New York), secondo cui “Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale”.
Grazie alla legge n. 85 del 24 febbraio 2006 è consentito esprimere opinioni e compiere atti democratici e non violenti per ottenere l’indipendenza di territori attualmente inglobati nello Stato italiano, di cui fa attualmente parte il Piemonte. Vale a dire che noi possiamo agire in modo democratico e pacifico per portare avanti l’autodeterminazione del popolo piemontese e ottenere in modo democratico e non violento l’indipendenza del Piemonte.

5. Cosa succederà se il popolo piemontese voterà “sì” nel referendum per l’indipendenza?
Inizieranno i negoziati.
Se la maggioranza di votanti si esprimerà a favore dell’indipendenza i rappresentanti del governo del Piemonte chiederanno immediatamente il riconoscimento internazionale del nuovo Stato e inizieranno i negoziati diretti con la repubblica Italiana per trattare un accordo sull’indipendenza.

6. Cosa succede se Roma prova a dire “no”?
Politicamente è assai improbabile e comunque ciò si tradurrebbe in una gravissima sconfitta politica per l’Italia. In base ai precedenti degli Stati baltici, della Repubblica Ceca e della Slovacchia e di moltissimi altri paesi, non c’è alcuna ragione che impedisca al Piemonte di diventare uno Stato indipendente se sceglie di esserlo.

7. Cosa avverrà quando verrà dichiarata l’indipendenza?
Quando sarà dichiarata l’indipendenza, il Piemonte diventerà uno Stato sovrano.
Sarà quindi promulgata la nuova Costituzione piemontese e sarà sostituita ogni legge esistente in contrasto con essa. Il governo e il parlamento del Piemonte subentreranno in tutte le aree di competenza ora riservate al parlamento di Roma e ai ministeri italiani. Il Piemonte assumerà il proprio ruolo nel mondo e presenterà domanda di ammissione per diventare membro delle Nazioni Unite.

8. Che cosa verrà negoziato?
Attraverso un mandato democratico, l’argomento di negoziazione non è se ci sarà, o meno l’indipendenza, ma le modalità in cui ciò avverrà e le tempistiche. Le discussioni saranno centrate sugli accordi operativi per assicurare la transizione più morbida possibile.
Le principali aree di discussione saranno la suddivisione dei patrimoni italiani (ad esempio in Italia e all’estero) così come dei debiti italiani. Saranno inoltre discussi gli accordi per le forze armate, così come il futuro di altri organismi non governativi italiani.
Ciò che cerchiamo è un accordo onesto sui diritti e sulle responsabilità sia del Piemonte sia dell’Italia e la costruzione della base per una nuova e migliorata relazione tra i due paesi.
Il diritto internazionale e i precedenti di molti paesi del mondo assicureranno la conduzione di tali negoziati su una base di onestà e rispetto reciproco.
Sarà fatta una stima da un organismo internazionale indipendente dell’ammontare e consistenza del patrimonio italiano in Piemonte. La Convenzione di Vienna del 1983 sulla successione degli Stati rispetto ai beni pubblici, ai debiti pubblici e agli archivi stabilisce i principi per la divisione dei valori di tali patrimoni durante i negoziati per l’indipendenza.
I beni includeranno il demanio, il patrimonio edilizio pubblico, le riserve auree e di valuta estera, nonché le proprietà per la fornitura di servizi italiani. Dovranno essere discusse anche le proprietà diplomatiche e militari all’estero. È presumibile che l’Italia vorrà mantenere la proprietà di molti di tali beni, nel qual caso al Piemonte sarà liquidato il pagamento della propria quota parte.

9. Quanto durerà questa fase?
Riteniamo che le negoziazioni potranno durare tra i sei e i dodici mesi.
I negoziati saranno conclusi dalle relative legislazioni sia del parlamento del Piemonte sia del parlamento italiano, con l’effetto di trasformare i termini di accordo in un trattato vincolante per i due nuovi Stati.

10. Chi governerà in Piemonte durante questo periodo?
Durante la conduzione dei negoziati gli enti locali piemontesi continueranno a gestire le materie di propria competenza e gradualmente saranno negoziati i poteri che saranno trasferiti da Roma al Piemonte.
Il governo e il parlamento del Piemonte pianificheranno inoltre le politiche da adottare nelle aree di competenza che saranno di loro responsabilità dopo la dichiarazione di indipendenza.

11. Mah… non sarebbe più semplice puntare a un’autonomia di tipo valdostano?

Se non fossimo in Italia, forse. A parte il fatto che le due proposte sono su due piani molto diversi, la Repubblica Italiana ha dimostrato molto chiaramente di non voler conceder nulla in termini di autonomia. Resta, inoltre, il fatto che per ottenere un regime di autonomia speciale bisogna modificare la Costituzione italiana (con un procedimento molto gravoso), coinvolgendo i deputati di tutta Italia… insomma, a parte tutte le altre considerazioni, è più semplice e diretto pensare all’organizzazione di un referendum che coinvolga solo i piemontesi che a cambiare la Costituzione italiana.