December 17, 2017

Ci sentiamo di fare qualche riflessione in merito alla questione della bandiera della marina imperiale tedesca ANTE 3° Reich appesa, e NON esposta, nell’abitazione di un carabiniere.
La 1a, per l’appunto è che non è la bandiera nazista,
la 2a è che la bandiera non era esposta, ma appesa nella propria abitazione,
la 3a è l’imbarazzante ignoranza da parte dei ministri della repubblica italiana,
la 4a è la strumentalizzazione sempre a senso unico degli organi di (dis)informazione.
Sviluppando i punti, andiamo a ritroso:
Gli ultimi due vanno a braccetto, in quanto i media obbediscono alle direttive imposte dai loro padroni, ignoranti e/o in malafede, e poco o niente importa loro di verificare se ciò che affermano corrisponde al vero, basta che la ciotolina sia loro garantita.
La bandiera, appunto, non era esposta pubblicamente, ma appesa nell’abitazione privata del carabiniere, quindi non vediamo nessun reato. Tutto questo, beninteso, ammesso ma assolutamente NON concesso, che l’esposizione di quella bandiera rappresenti un reato.
Sul primo punto… bene, molti affermano che, non potendo esporre la bandiera nazista, i neonazisti usano quella della marina tedesca imperiale come escamotage e quindi bisogna vietarla… OK!! Mi auguro che venga fatta la stessa richiesta per il tricolore usato a iosa nelle manifestazioni dei neofascisti italiani.
Tutto questo è veramente assurdo. Al posto della legge contro l’apologia del solo fascismo, se l’Italia fosse davvero un paese scevro da ideologie, bisognerebbe approvare una legge che condanna l’apologia di qualsiasi regime dittatoriale, perché se fosse stata vista un bandiera rossa con falce e martello, nessuno avrebbe chiesto nessuna testa! Ma dal momento che anche il comunismo (e non entriamo nello squallido gioco di contare chi ha fatto più morti) è stato da sempre contro la libertà d’espressione e a favore della soppressione delle identità locali, ci sentiamo tranquillamente di ritenerla la faccia rossa della stessa medaglia dall’altro lato nera. Contro tutte le dittature e per la libertà d’espressione, contro tutte le ideologie di morte che purtroppo trovano ancora seguaci, in una nuova nazione libera e rispettosa delle identità locali. INDIPENDENZA, PIEMONTE STATO.

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