December 17, 2017

Il sig. Fassone, responsabile dell’ufficio stampa dell’Egizio, risponde alla nostra richiesta di delucidazioni ufficiali. Riportiamo di seguito la risposta:

Buongiorno Sig. Pettinato,
ecco la dichiarazione che abbiamo diffuso all’indomani delle dichiarazioni trapelate sulla stampa:
“Al momento non è stato steso alcun protocollo d’intesa, ma ci sono stati soltanto dei colloqui informali tra il nostro Museo, il Sindaco e l’Assessore competente del Comune di Catania. I costi di allestimento, nel caso si arrivasse a un accordo, sarebbero a carico dell’Amministrazione catanese e siciliana, con un auspicabile intervento del Mibact. Tengo però a precisare che tutto questo sarà verificato e portato avanti dalle autorità isolane e che nessun sopralluogo è ancora stato effettuato, ma lo sarà a breve. Da parte nostra rimangono vivi l’interesse per la proposta, che riteniamo positiva e proficua al fine di sempre maggiori collaborazioni tra enti culturali italiani, così come già avviene in molte parti d’Europa, oltre alla disponibilità, sottoposta alla tutela della Sovrintendenza piemontese responsabile della collezione egizia a noi attribuita in comodato trentennale, di concedere in uso alla sede catanese una parte importante dei nostri reperti. In ogni caso, lo ripeto, finora si è trattato di due soli incontri preliminari, e nessun aspetto procedurale, organizzativo, scientifico e finanziario è ancora stato esaminato in dettaglio. Saremo sicuramente più precisi in futuro, sperando che il progetto possa presto divenire realtà”. Presidente Evelina Christillen.

Con i migliori saluti,
sf

Da notare, è giusto evidenziarlo, che si parla di “PARTE IMPORTANTE DEI NOSTRI REPERTI” e a tal proposito riteniamo sia il caso di far notare che sebbene il Museo sia nato e cresciuto, già in epoca pre-unitaria, a Torino, lo stato italiano (ma non avevamo dubbi in merito) non ha alcun rispetto per ciò e continua a trattare Augusta Taurinorum proprio come quando si chiamava così: una colonia.
Se ce ne fosse ancora bisogno, questa è l’ulteriore prova che solo con l’indipendenza potremo salvare e valorizzare il nostro patrimonio storico.
Proprio per questo, domenica 20 dalle 15:00 alle 18:00 saremo nuovamente in piazza Carignano per un nuovo presidio.

Presidio 4

Rëspòsta da l’ofissi-stampa dël Musé Egissi.
Monsù Fasson, responsàbil dl’ofissi stampa dl’Egissi, a rëspond a nòsta arcesta ‘d ciairì ëd manera ofissial.
Belessì dapress iv butoma soa rëspòsta:
Buongiorno Sig. Pettinato,
ecco la dichiarazione che abbiamo diffuso all’indomani delle dichiarazioni trapelate sulla stampa:
“Al momento non è stato steso alcun protocollo d’intesa, ma ci sono stati soltanto dei colloqui informali tra il nostro Museo, il Sindaco e l’Assessore competente del Comune di Catania. I costi di allestimento, nel caso si arrivasse a un accordo, sarebbero a carico dell’Amministrazione catanese e siciliana, con un auspicabile intervento del Mibact. Tengo però a precisare che tutto questo sarà verificato e portato avanti dalle autorità isolane e che nessun sopralluogo è ancora stato effettuato, ma lo sarà a breve. Da parte nostra rimangono vivi l’interesse per la proposta, che riteniamo positiva e proficua al fine di sempre maggiori collaborazioni tra enti culturali italiani, così come già avviene in molte parti d’Europa, oltre alla disponibilità, sottoposta alla tutela della Sovrintendenza piemontese responsabile della collezione egizia a noi attribuita in comodato trentennale, di concedere in uso alla sede catanese una parte importante dei nostri reperti. In ogni caso, lo ripeto, finora si è trattato di due soli incontri preliminari, e nessun aspetto procedurale, organizzativo, scientifico e finanziario è ancora stato esaminato in dettaglio. Saremo sicuramente più precisi in futuro, sperando che il progetto possa presto divenire realtà”. Presidente Evelina Christillen.
Con i migliori saluti,
sf
Da noté, a l’é pro giust marchélo, ch’as parla s’na “PARTIA AMPORTANTA DIJ NÒST TÒCH” e ansima sòn i chërdoma ch’a venta fortì che ‘l Musé a l’é nà e chërsù a Turin già dnans ëd l’unificassion d’Italia, l’ëstat italian as n’ambat e a l’ha gnun rësguard për sossì, e a trata Augusta Taurinorum com ant l’época quand as ciamava pròpe parèj: na colònia.
S’a-i fa anco’ damanca, costa-sì a l’é n’àutre preuva che mach con l’indipendensa i podroma salvé e valoré ‘j nòst ben ëstòrich.
Pròpe për sòn, Dumìnica ch’a-i ven, al 20, da 15 ore a 18 ore i saroma torna an piassa Carignan pr’un neuv pressidi.

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